STORIA E SPERIAMENTAZIONI IN ATTO SULLA CCSVI-SM.
La CCSVI e la sua correlazione con la SM è stata descritta per la prima volta nel 2008, ed il primo simposio internazionale ha avuto luogo nel 2009, a Bologna. La ricerca parte dal presupposto che vie extracraniche del deflusso venoso sono state finora poco studiate nei pazienti affetti da SM clinicamente definita (SMCD).
I primi risultati in tal senso derivano dallo studio condotto da un’èquipe dell’Università di Ferrara e del Dipartimento di Neurologia dell’Ospedale Bellaria di Bologna ha voluto indagare la potenziale correlazione tra sclerosi multipla e alterazioni del circolo venoso cerebro-spinale. La sperimentazione ha interessato 65 soggetti affetti da SMCD e 235 controlli costituiti da soggetti sani aventi età simile o superiore a quella dei 65 pazienti e da individui con patologie neurologiche diverse rispetto alla sclerosi multipla. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a Color-Doppler transcranico ed extracranico con lo scopo di individuare almeno due alterazioni venose. I risultati hanno mostrato una correlazione tra sclerosi multipla e disfunzioni venose nel 100% dei soggetti. Nei pazienti si sono visualizzate multiple e gravi stenosi a carico dei principali segmenti venosi cerebro-spinali. Il gruppo di controllo non ha evidenziato tali restringimenti. Nei pazienti con sclerosi mutlipla primaria progressiva la presenza di stenosi è stata individuata su tutto il campione, nei pazienti con forme di sclerosi multipla RR e SP la percentuale è diversa anche se tutti i pazienti con SMCD mostrano alterazioni venose. La CCSVI è stata ufficialmente riconosciuta al World Consensus Conference on Venous Malformations di Montecarlo dove i massimi esperti in materia vascolare di 47 paesi hanno inserito, con voto unanime, tali occlusioni nel novero delle malformazioni venose congenite accettando le modalità di diagnosi e terapia. In merito alla correlazione tra CCSVI e sclerosi multipla il dottor Paolo Zamboni e gran parte della comunità scientifica concordano sul fatto che dovranno essere condotti sempre più studi clinici rigorosi, randomizzati e controllati secondo standard generalmente condivisi ed eseguiti su un numero sufficiente di partecipanti. Per confermare la sovrapposizione tra Ccsvi e sclerosi multipla il Jacobs Neurological Institute di Buffalo ha deciso di condurre uno studio su 1.100 pazienti affetti da sclerosi multipla e 600 volontari.
SPERIMENTAZIONE A BUFFALO, NEW YORK
La prima parte della sperimentazione condotta in cieco ha interessato 500 pazienti. I partecipanti alla sperimentazione sono stati sottoposti alla valutazione Doppler delle vene Craniche ed Extracraniche (CTEVD).
risultati preliminari diffusi dall'Università di Buffalo, in attesa delle pubblicazioni ufficiali previste per Aprile 2010 mostrano che la percentuale dei pazienti con SM aventi la CCSVI è del 62,5% contro il 25,9% nei controlli sani. Questa percentuale è ottenuta escludendo dal campione statistico quel 10,2% di soggetti i cui risultati in sede diagnostica erano border-line. Includendo tali casi tra i normali (senza insufficienza venosa) è diagnosticata la CCSVI nel 56,4% nelle persone con SM e nel 22,4% dei controlli sani. I successivi dati sulla restante parte dei pazienti saranno resi noti entro la fine di maggio 2010. Il dottor Zivadinov ha altresì mostrato la sua intenzione di iniziare unos tudio sperimentale sul trattamento della CCSVI arruolando 30 volontari. In attesa dei dati ufficiali il dottor Zivadinov ha osservato che, nel primo gruppo di malati SM, la presenza della CCSVI potrebbe essere correlata ad un’associazione con la progressione della malattia, un risultato che non è stato dimostrato nel più piccolo gruppo di Zamboni. Se i risultati dei test saranno confermati, grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche che stanno per essere messe a punto, la valutazione e la cura della sclerosi multipla potrebbe cambiare radicalmente.
TM